American Dream

14 Agosto, 2007

Tutto finisce come e’ iniziato.

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 16:00

Insomma anche viaggiando a caso prima o poi bisogna tornare a casa.

E ovviamente doveva finire com’era iniziato…

L’itinerario della Lufthansa era gia’ sospetto in partenza: non prendevamo nemmeno un’aereo Lufthansa. Ci avevano rifilato quelli della United.. Se non vi ricordate e’ la compagnia che e’ stata dirottata verso le Twin Towers e il Pentagono.. rassicurante! Partendo da San Diego, facendo scalo prima a Washington e poi a Monaco, saremmo dovuti finire a Verona.. In questa maniera, e tenendo conto del fuso orario, avremmo fatto un “viaggietto” di un giorno e mezzo.. (partendo lunedi’ notte da SD e arrivando mercoledi’ mattina a VR.. senza vedere il Martedi’… sigh..)

Ad ogni modo, il problema si e’ materializzato a Washington.. Quando noi, gia’ dopo 5  ore di volo avevamo uno smaronamento talmente elevato che era pari solo alle orecchie del dottor Sponk… Sentiamo, durante l’imbarco, spuntare una vocina all’altoparlante che blatera qualcosa sul nostro aereo.. parla di un sedile e del pilota.. noi ci guardiamo pensierosi.. I pensieri si moltiplicano quando vediamo che la fila per entrare viene interrotta e tutti i rimanenti fatti accomodare nella saletta.. Tutti tornano a sedere sbuffando ma convinti.. tranne noi due, un paio di cinesi e una sordomuta che probabilmente aveva capito piu’ di noi.. Andando a chiedere all’hostess tutti e cinque, questa ci dice che si e’ rotto il sedile del pilota e ci vorra’ un’ora per aggiustarlo….

……

MA CHE MINKIA DI PILOTA PUO’ ROMPERE UN SEDILE?!?!

E tra un’ipotesi e l’altra di un pilota piu’ o meno obeso mentre sfonda il sedile, facciamo due rapidi calcoli.. Veramente molto rapidi, poiche’ tra l’arrivo a Monaco e la partenza per Verona, avremmo avuto a malapena un’ora di tempo.. E quell’ora era pari-pari al ritardo dovuto al ciccione del pilota.. Che sfiga..

Ovviamente non ci diamo per vinti, e credendo in un volo-flash per recuperare il ritardo, attendiamo speranzosi di accomodarci dentro l’aereo… dopo un’ora e un quarto finalmente partiamo, e in ritardo di quasi due ore atterriamo.. Probabilmente non bastavano le suore di un convento, a proteggere il pilota, da tutti gli insulti di ogni singolo passeggero..

Perso il volo per Verona. Il volo seguente.. dopo 3 ore. Ma per fortuna, la grande Lufthansa ci ha fornito di un buono pasto dell’elevato valore di 10euro, con il quale ci siamo decisamente saziati. ..Una brioches,  un succo di frutta che costava come 8 brioches, e un cappuccino.. bella sega!

5 Agosto, 2007

Las Vegas ep.02

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 20:46

Decidemmo di utilizzare il piu’ possibile la macchina, cercando di portarla indietro semi-distrutta o cmq un pezzo alla volta. E per questo motivo ci dirigemmo di prima mattina, alla super diga (Hoover Dam) e al Grand Canyon..

Tra le cose che possono capitare solo a noi, ci tengo a ricordare l’avvistamento di una tempesta nel deserdo, l’aver preso un sacco di pioggia sempre nel deserto (!?? ma come cazzo si fa? ndr.), e di aver trovato un sole tranquillo che rendeva perfino piu’ piacevole la temperatura dell’Arizona in confronto a quella di Padova..

E cosi’, con una media di miglia oraria non consentita in nessuno degli stati, viaggiammo nel deserto facendo tappa in un bel ristorantino desolato nella “old route66″.. Nel percorso, ci imbattemmo in una decina di motociclisti (fatalita’ solo quando guidava il teo..) che resero molto arduo il sorpasso, alterando le facili ire del teo.. Probabilmente il caso volle che questi li incontrammo ancora nel ristorantino desolato… O forse semplicemente perche’ in 4ore di macchina era la prima e unica bettola che forniva cibo con persone vive..

Il buon vecchio teo, come tutti sanno, nutre qualche odio recondito verso un buon 80% della popolazione terrestre. E tra questa percentuale, sono in un’ottima posizione i Francesi. In particolare quando noleggiano tutti una moto, viaggiando sulla nostra stessa strada, vestendosi come cacciatori di taglie e senza saper granche’ guidare..
Il teo inoltre, come gran parte degli Italiani amanti del calcio, ha un senso di superiorita’ inconscio che pulsa ben forte, dovuto all’esito dell’ultimo mondiale.

Il fatto di incontrare, gli stessi francesi, ad ogni punto-vista del Grand Canyon, non lo aiutava a contenersi. Tantomeno quando, alle 4:30 di mattina, li trovammo ad aspettare l’alba nel nostro stesso posto.. (come i cinesi, aggiungo io, sono ovunque anche li cazzo…)
E il teo esplose in quella fredda mattinata… “Ma porca troia, questo canyon e’ infinito e questi che minkia ci fanno proprio qui!?”… “e quello li’ che rompe le palle?!? Se parla ancora lo butto giu’ al volo..” .. “..e non me ne frega niente se e’ li’ col figlio, butto giu’ pure lui cosi’ si fanno compagnia.. ecchecazzo!” …”A fuoco i Francesi!! ..Ma poi che cazzo hanno da dirsi alle 5:00 di mattina?” .. Anchio in quell’istante, guardandolo, mi stavo chiedendo dove si puo’ tirare fuori la voglia di parlare a quell’ora… mah…

Tra parentesi, quella notte non sapevamo dove dormire, probabilmente perche’ non abbiamo cercato nulla e l’unico hotel dentro la riserva era pieno.. L’unica soluzione era di dormire in macchina, per alzarci presto vedendo l’alba.. Ma… Avete presente dormire in una maledetta Focus dopo aver guidato tutto il giorno quanto e’ bello!??
In quei momenti ho invidiato la zippate dimensioni del teo, che gli permettevano di comprimersi arrotolandosi nel sedile, mentre io scrivevo qualcosa perdendo pure quei pochi decimi di vista che oggi mi restano..

Las Vegas ep.01

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 20:03

Aereoporto di San Diego. Il viaggio e’ partito da qui.
Una cinquantina di persone sparse in tutta la sala d’attesa del gate per Las Vegas, chi seduto sulle poltrone chi per terra o in coda.
Ma una cosa di caratterizzava tutti.
Una speranza in comune ci univa.
Poiche’ i posti non sono numerati, “il primo che arriva meglio alloggia”..
E tutti in quegli istanti stavano pregando per non finire accanto al ciccione seduto in prima fila. Un lardoso come pochi, con una canottiera scollata che risaltava, oltre i molteplici peli ascellari, anche la mini foresta amazzonica che si presentava fiera nel suo petto. Per rendervi l’idea, se questo soggetto iniziava a sudare, ci avrebbe annegato tutti in pochi minuti.
Fortunatamente la punizione divina non tocco’ a noi..

Las Vegas. Appena arrivati, prendemmo la prima inculata ufficiale. L’obbiettivo era quello di noleggiare una macchina economica, infatti ci dirigemmo subito all’agenzia “payless”..
La nonna che ci ha servito, (”nonna”, perche’ meno di 60anni non li aveva, benche’ fosse tirata da ballerina di Night club..) ci ha subito shockati.. La macchina proposta era l’oramai solita Ford Focus (che ci hanno rifilato pure a Los Angeles), che penso non noleggi nessuno oltre a noi! Ad ogni modo la cosa si e’ complicata con una frase del genere: “Beh si ci sono i 59$ al giorno solo per la Focus di per se, poi l’assicurazione totale che copre il veicolo e voi stessi, che e’ di 49$ piu’ 23$ sempre per ogni giorni, ma a questo punto conviene scegliere il week-pack che costa un po’ di piu’, ma alla fine per 5 giorni risparmiate! (?!?!? ndr.) ..e poi c’e’ il problema dei guidatori con meno di 25 anni, che sono 20$ a testa al giorni da sommare, e poi ci sono le tasse del 7.75% e, non certo da dimenticare, il pieno di benzina che vi conviene prenderlo da noi che costa 2.68$ al gallone, mentre fuori costa minimo 2.89$ se siete fortunati.. e insomma capito? cmq sia e’ il prezzo minore che c’e’ in tutta Las Vegas, lo prendere?”

.. Dopo esserci svegliati dalla paralisi momentanea, e aver inseguito i nostri portafogli, che nel frattempo erano scappati rifiutandosi di venire violentati da un rent-car, accettammo allegramente la proposta.

Infine, usciti dall’inculanoleggio con un mezzo in piu’ ma tanti soldi in meno, ci dirigemmo verso l’ostello.. Las Vegas ci stava fregando senza nemmeno mettere piede in un casino’.

Nevada, Arizona, Utah e California.

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 17:47

Tornati ieri da Las Vegas.. Dove in realta’ siamo stati anche poco…

Appena arrivati, ci si aspettava una temperatura bastarda, giusto da tenere alto il nome della citta’, invece non c’era nemmeno il sole..
Noleggiato una macchina pagandola come una palla d’oro, ci siamo messi a fare 1400 miglia tra vari staterelli.. Tra Grand Canyon, Hoover Dam, Death Valley.. abbiamo fatto piu’ di mille foto..

Per ora ne ho messe un paio nel link qua a fianco, dopo o domani se trovo la voglia posto anche qualche simpatico fattuccio capitato in questo viaggio..

Qui siamo agli ultimi due giorni di San Diego..

30 Luglio, 2007

Si avvicina il ritorno…

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 7:11

… ma prima LAS VEGAAAAS!!! !

Partiamo domani mattina, appena arriveremo in aereoporto noleggieremo una macchina per il Grand Canyon.

C’e’ un’altra probabilita’ che ci si perda nel deserto..
PRIMO, perche’ dobbiamo cercare un locale famoso per la cucina dei serpenti, e sappiamo solo il nome.. e
SECONDO, perche’ non sappiamo dove trascorrere la notte, sembra ci siano dei motel sparsi nel deserto.. dicono che basta solo trovarli.. mah..

Questa probabilita’ sara’ sempre maggiore se non scrivero’ altri post il prossimo sabato o la prossima domenica..

Adieu,

I consigli del teo.

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 7:00

Il tutto si e’ svolto due sere fa.. Per completare una giornata di merda, ma questo e’ un altro argomento.. Cmq sia,

..eravamo in Garnet st., la via con piu’ locali di Pacific Beach (San Diego), appena usciti da un disco-pub per respirare un attimo… Facendo due passi, arriviamo ad un semaforo pedonale rosso.. (considerate intanto, che era circa l’una di notte ed a San Diego non c’e’ un’anima dopo le 23..) Io, da bravo Italiano, mi appropinquo ad attraversare noncurante del colore rosso, anche perche’ non c’era un cazzo di nessuno! Il Teo inizia a “svangarmi le palle” elencandomi tutti i possibili pericoli tra cui la polizia che potrebbe multarci.. La polizia in effetti stava a 20 metri da noi ben appostata.
Insomma dopo 5minuti di discussione, noi ci fermiamo per aspettare il verde.. Intanto tutti i pedoni che arrivano passano e attraversano la strada normalmente.. Nessuno gli dice niente.. Anzi a me pareva che ci guardassero male, come per dire “ma che cazzo aspettano sti due deficienti?”.. Io abilmente raccoglievo lo sguardo indagatore degli altri e lo proponemo a mia volta al teo, con la stessa domanda inconscia ma al singolare!
Insomma la serata va avanti, e noi, rientrati e riusciti dal pub, ci avviamo verso le portentose biciclette.. Parlando del piu’ e del meno, di quella ragazza li’ o di quell’altra.. di quanto ci e’ andata male a rimorchiare.. e sentiamo:
“EHI GUYS! COME HERE!!”…
Io guardo il teo… lui guarda me… e insieme guardiamo il semaforo: rosso. Ci giriamo e vediamo i fottuti bastardi dei cops di prima.. Non hanno fermato nessuno prima e fermano noi adesso!? Che sacchi di merda! (questo e’ stato il nostro primo pensiero..) Ci giriamo ancora e vediamo che ci sono altri due dietro di noi, anche loro in mezzo alla strada con il semaforo rosso. Questi si stanno avvicinando ai pulotti, allora noi decidiamo, con grande astuzia, di far finta di niente..
“EHI GUYS! YOU TOO!”…
Io guardo il teo… lui guarda me… e insieme pensiamo le stesse cose. Insomma tutti e quattro da sto poliziotto di colore alto 2 metri con una larghezza di spalle pari all’altezza del teo. (so che non e’ molta, ma per delle spalle si dai..)
Tyson inizia a parlarci rivolgendoci una frase in uno slang americano e parlando pure velocissimo.. Ovviamente avete gia intuito quando non abbiamo capito nulla noi due.. Vediamo tuttavia, che gli altri due si spostano verso una parte della macchina, io faccio per fare lo stesso ma vedo il teo che va dall’altra.. Boh.. sto un attimo a pensare e vedo che Tyson mi guarda chiedendosi “perche’ non si muove sto’ qui?” e poi guarda il teo pensando “e mo’ dove stracazzo sta andando quello la’..” E poi ci pone una sola domanda che risolve tutti i dubbi: “Where do you come from guys?”.. Insomma ha capito che eravamo due poveracci che non lo stavano nemmeno a sentire..

Peccato per gli altri due, sfortuna loro erano Americani DOC e si sono beccati 30$ di multa a testa.. Per un semaforo rosso… bah! E pensare che mentre Tyson ci stava a fa’ la ramanzina (a noi solo questa!! ihihih la fortuna non ci ha abbandonata) saranno passate 20persone col rosso.. Tipi strani questi americani..

26 Luglio, 2007

3th day in Los Angeles…

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 18:18

Questo e’ il giorno delle conoscenze..

Cercando ancora una volta il colle con la scritta “Hollywood”, ci siamo ritrovati nella collina a fianco con due Veronesi.. Ma di quelli grezzi-grezzi.. delle parti del Nello per capirci!! Dopo questo meeting durato poco (i compaesani del Nello sono un po’ pesanti.. vedi Nello. ndr), ci siamo diretti a Malibu’.. e poi a procacciarci cibo in una specie di centro commerciale spalmato in 6 quartieri…

Rifugiati dentro un negozio dell’Abercrombie, notai che una ragazza stava prendendo le misure dei miei pantaloni, a distanza di due metri, confrontandoli con quelli che aveva scelto in mano.. La mia faccia spaesata e fatta a punto interrogativo la costrinse a spiegarsi.. Praticamente erano un regalo per il babbo che aveva la mia stazza, e cercava di capire se mi fossero andati bene.. E dopo 10minuti di dialogo in Americano, scoprimmo di essere entrambi Italiani..

Dopo una bella giornatina passata con le due bellissime fanciulle, ci avviammo verso l’ostello che avevamo prenotato.. Scoprire che stava a 150km dal centro di Los Angeles non ci spavento’ troppo.. (che falso che sono!) Cmq sia, facendo la strada costiera ne perdemmo ben 2 di ore per trovare la via, e un’altra ora e mezza solo per trovare il numero civico. Questo cazzo di ostello, che una persona normale si immagina fatto a casa, era dentro una vecchia base militare sopra una collina.. Noi girando come due cojones avanti e indietro, non avevamo pensato di entrarci dentro.. Poi piu’ che ad una base assomigliava ad un campo di concentramento… tutto recintato, con dei capannoni per le stanze, metri e metri di prato tra uno e l’altro, e il tutto al buio piu’ completo..

Qui abbiamo conosciuto un altro soggetto.. Mentre il teo era in doccia, stavo uscendo da uno dei capannoni cercando di raggiungere la macchina dall’altra parte della rete.. (controllavo l’eventuale presenza di mine…) e vedo questo, dalla sua macchina dall’altra parte, che mi guarda e mi chiede “What are you looking for?” … (che cosa stai cercando?) … Della serie.. “Ma i cazzi tuoi non te li fai?” … Insomma un altro Italiano, Roberto il Catanese pilota di elicotteri.. Ci abbiamo perso tutta la notte in un bar con lui.. Gran strano elemento, alla fine non era in grado di guidare e l’abbiamo portato a casa noi.. :) Buon vecchio Robe’!

25 Luglio, 2007

2nd day in Los Angeles.

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 17:26

Il noleggio della macchina ci aveva scombussolato leggermente i piani. Il ritorno era fissato a domenica pomeriggio, ma essendo il concessionario chiuso la domenica, ci toccava stare fino a lunedi’. Guarda un po’ che sfiga, un giorno in piu’ a Los Angeles!! Ma dico io.. tutte a noi!?!

Il teo come navigatore non e’ affatto male bisogna dire, se non quando “va ad intuito”… In questi casi si e’ proprio spacciati!! C’e’ un misero 3% di probabilita’ che abbia ragione, ma avendo lui la cartina, e non essendo proprio tranquillo guidare a LA, bisognava dargli retta… :)

A parte le spiaggie stupende di Venice Beach, ovvero baywatch in versione piu’ anarchica-insurrezionalista con bancarelle, gente che suona, hippie che fanno su erbe strane da vendere e fumare.. insomma un po’ di tutto.. tra Santa Monica, Beverly Hills, Hollywood blv e altro.. decidemmo di andare alla ricerca della scritta “HOLLYWOOD” da vicino.. Proprio da classici “Italiani Rompicazzo”.

Non l’avessimo mai fatto…
Qua si e’ vista la limitata portata della mappa a nostra disposizione, e il limitatissimo potere-intuito del teo… Ecco una macchina dispersa che gira su per i monti di Hollywood, non illuminati e con stradine piccole e pericolose.. Eravamo li’ senza sapere su che collina eravamo, su che collina era la scritta, che strada avevamo fatto fino a quel momento e che strada avremmo dovuto fare per tornare in centro… Pero’ ridevamo come due deficienti!

24 Luglio, 2007

1st day in Los Angeles.

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 9:30

Ed eccoci di nuovo online!!

Oh yeah.. Tornati da Los Angeles, tre giorni impestati.
Visto un mondo nuovo, una citta’ infinita (grande come la Lombardia) e conosciuta nuova gentaglia! Tutto e’ iniziato cosi’…

VENERDI’ 20 luglio

Dopo aver deciso di partire il giorno prima, veniamo a conoscenza della proposta del nostro coinquilino ritrovato, che parlava di un passaggio in macchina fino a Irvine. Questo ci  avrebbe permesso di prendere il treno li’ per LA, risparmiando un sacco di money..
E fu cosi’ che ci ritrovammo, dopo 2 ore di macchina, a casa della sua morosa in una serie di condomini studenteschi. Il viaggio non e’ stato dei migliori, soprattutto perche’ abbiamo notato una nuova personalita’ emergente presente nel CocaKoreaBoy. A parte le infinite bestemmie in Americano, che questo soggetto tirava ogni volta che una macchina rispettava i limiti di velocita’ e quindi, andava piu’ piano di lui nella Freeway… Mentre guidava come un criminale, gli prese un attacco di – contorsionistico prurito – che lo fece assomigliare ad una scimmia intenta a grattarsi, per una buona oretta continua.
…adesso… e’ difficile da immaginare.. Pero’ pensate alle facce spaventate mia e del teo, e a questo affarino, koreanino, piccolino, che guidava sta belva di pick-up grattandosi continuamente in modo molto animalesco… Se c’era Luis Stevenson avrebbe avuto spunto per il continuo di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”…
Non so come sono riuscito a non esplodergli a ridere in faccia. Se mi giravo, vedevo nei sedili dietro il mona del teo che si sganasciava come un bastardo, e a fianco a me sto insetto che si spulciava…

Alla fine, superate le insidie peggiori rappresentate dal nostro coinquilino, giungemmo felici a Los Angeles. Dopo aver perso un’altra ora a decifrare la metro’ ci incamminammo verso l’ostello… ….
…. ….  porca merda quanto ci abbiamo messo!! Sembrava ad uno sputo dalla cartina, mentre a piedi avremmo fatto mille miglia…   Dopo questa prima esperienza decidemmo di noleggiare un’auto il giorno seguente, anche a costo di pagarla con il culo verginello del teo.

E fu cosi’ che il teo perse la sua verginita’ per una Ford Focus bianca 4 porte.

19 Luglio, 2007

El campanello maleditto!!

Archiviato in: San Diego — xarabas @ 21:33

Porca merda!

Ormai lo sappiamo che quel maleditto di un campanello porta solo cose strane. Non bisogna aprirlo insomma. L’ultima news e’ di un’ora fa..

E’ ora di pranzo circa, anche se noi ci siamo appena alzati, e sentiamo che qualcuno suona alla porta. Il teo esce dal bagno e si avvia a vedere, io noncurante resto sul divano. Aperta la porta, si vede un ometto piccolino (ed era vicino al teo..) tutto vestito di blu.
Questo dice qualcosa, e dalle risposte del teo intuisco che lui non sta capendo un cazzo. Quindi mi avvicino anchio. Perche’ non capire nulla da solo e’ una cosa, ma far finta di capire in due e’ meglio!
Insomma dopo un po’, da quello strano Americano, riusciamo a decifrare dal discorso alcune parole:
“io… gas… Josh?.. Nathan?.. qualcuno?..” ..

Noi gli diciamo che non e’ casa nostra, che non conosciamo ne’ Josh e ne’ l’altro coinquilino, che Nathan non si vede da piu’ di una settimana, e che siamo Italiani che non capiscono nulla di quello che dice; e che, sostanzialmente, non sappiamo cosa ci facciamo li’.

Adesso.. Io non so bene quel poveruomo che minkia abbia pensato, pero’, io fossi stato in lui mi sarei posto una piccola domanda nella mia capoccia!! “MACHICAZZOSONOQUESTIQUI!?!?”

Cmq sia ci parla del gas, dicendo che deve fare qualcosa (parte del discorso superiore al nostro livello di comprensione..).. bla..bzzt..bat..as.. Dopo un po’ sta zitto e ci guarda.
A questo punto capiamo che tocca a noi dire qualcosa. Io propongo al Teo di fare un “balletto” per creare un diversivo, mentre io chiudevo la porta buttando fuori l’uomo-blu. Ma lui non ci sta..
Insomma, gli abbimao detto di fare quello che doveva fare senza problemi, sperando fosse la risposta giusta.

Beh.. non lo era, questo capisce che siamo due imbecilli e ci dice.. “ma scusate, volete pagare voi?”
E con questa domanda e’ cambiata la conversazione! Ad un certo punto io e il teo abbiamo rotto tutte le barriere linguistiche, e siamo riusciti a farci capire dicendo di tornare in una altro momento.. blabla.. di lasciare un foglio.. blabla.. etc..
(eh.. il potere del denaro!)

Tutti soddisfatti lo salutiamo e lo chiudiamo fuori. Anche se suona strano che OmettoBlu, prima di andare, ci chiede se ci sono cani nel cortile.. Boh..

Dopo 10 minuti abbiamo capito.
Esattamente quando stavamo mettendo una pentola d’acqua sul fornello.
OmettoBlu era andato a staccarci il gas.

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